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LE POLITICHE GIOVANILI: RUOLIIl ruolo dei ComuniDopo la riforma dell'ordinamento degli enti locali e le modalità del loro funzionamento, i Comuni hanno iniziato ad avere a disposizione gli strumenti per esprimere e dar vita a questi progetti. In modo particolare la procedura di elezione diretta del sindaco ha innescato meccanismi di partecipazione più dinamici. Inoltre il nuovo quadro normativo dà agli amministratori maggiori garanzie di continuità per un lavoro di cinque anni. L'atteso passaggio ad un sistema meno centralizzato e burocratizzato, con una pubblica amministrazione più snella ed operativa potrebbe garantire alla città ulteriori spazi in questa direzione. Questi cambiamenti in richiedono una classe dirigente in grado di esprimere una cultura di governo che si sostanzi nella capacità di elaborare progetti di città più vivibili, vere e proprie "comunità educative", dove la dimensione relazionale è tenuta in forte considerazione a partire dal momento progettuale. Nei Comuni quindi devono costituirsi senso di appartenenza e garanzia dei diritti di cittadinanza, diventando sempre più luoghi di confronto, partecipazione e scambio anche con il diverso, luoghi di inclusione e non di esclusione e marginalizzazione. La mancanza di una legge quadro nazionale in materia di giovani, di fatto assegna ai Comuni una funzione precisa, di responsabilità diretta; mentre a Province e Regioni sono attribuite funzioni di coordinamento e di assegnazione delle risorse, di programmazione ed indirizzo. Bisogna tenere conto che le realtà comunali sono per lo più medio piccole (il 75% dei Comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti) e quindi con limitate risorse a disposizione, per cui vanno pensate strategie di intervento diverse da quelle delle (poche) grandi città. In questi centri gli interventi devono saper coinvolgere tutta la comunità, le agenzie educative e le risorse che essa offre, a partire dai giovani stessi per sostenere quelle esperienze che già ci sono, senza sostituirsi ad esse. Non solo: interessante è che tra Comuni si inizi a lavorare con logiche associative e consorziali, per l'integrazione di progetti e risorse. Le Politiche giovanili dovranno tradursi poi in una serie di interventi per i giovani inseriti nei bilanci delle Amministrazioni in capitoli ad hoc tra le spese correnti - da rifinanziare ogni anno - ed anche tra gli investimenti, ad esempio per la realizzazione di strutture. Le istituzioni si dovranno occupare di giovani considerando l'essere giovani come risorsa positiva, con cui rapportarsi non attraverso processi di "etichettatura", ma agevolando processi che portino partecipazione e nuova cultura. L'Assessorato alle Politiche GiovaniliLe Amministrazioni di Comuni grandi e piccoli sono i soggetti che devono occuparsi dei giovani, scommettendo su:
Percentuali sul bilancio spese per le politiche giovaniliMedia in Europa: 2,25% Media italiana: 0,25% |
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